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Approcci terapeutici all’ipertiroidismo


Esistono 3 opzioni per il trattamento dell’ipertiroidismo:

a) inibizione della funzione tiroidea mediante farmaci antitiroidei
b) ablazione con iodio radioattivo
c) rimozione chirurgica della tiroide , parziale o totale


Farmaci antitiroidei

I farmaci antitiroidei, Metimazolo ( Tapazole ) ed Propiltiouracile ( non commercializzato in Italia ), si accumulano nel tessuto tiroideo ed inibiscono la produzione di ormoni.

Il Propiltiouracile blocca anche la conversione di T4 ( Tiroxina ) in T3 ( Triodotironina ).

Nei pazienti con malattia di Graves è di norma richiesto un trattamento con farmaci antitiroidei di lunga durata. Dopo 1-2 anni di trattamento si ha una remissione che varia tra il 40 ed il 70%.

E’ di comune uso inibire completamente l’attività della tiroide, alzando il dosaggio dei farmaci antitiroidei e somministrando in modo concomitante Tiroxina.

La malattia di Graves può recidivare, soprattutto nel primo anno.

Qualora ciò accadesse è necessario riprendere ad assumere farmaci antitiroidei, o ricorrere all’ ablazione con iodio radioattivo o alla rimozione chirurgica, parziale o totale, della ghiandola.

I farmaci antitiroidei possono presentare tossicità epatica. In rari casi può anche presentarsi agranulocitosi.


Iodio radioattivo

Lo iodio radioattivo (iodio 131), assunto per os ( pillola o liquido ) per una sola volta, viene captato dalle cellule tiroidee causandone la morte.

Le principali controindicazioni allo iodio radioattivo sono rappresentate dalla gravidanza e dall’allattamento.

Lo iodio radioattivo deve essere impiegato con precauzione nei pazienti con oftalmopatia di Graves, perchè può causare un peggioramento della condizione.

L’ablazione con iodio radioattivo trova indicazione elettiva nei pazienti con malattia di Graves recidivante , con grave coinvolgimento cardiaco, con gozzo multinodulare o con adenoma tossico, e nei pazienti che non tollerano i farmaci antitiroidei.

La principale complicanza dell’ablazione è l’ipotiroidismo.
Di norma uno stato ipotiroideo permane fino a 6 mesi dopo il trattamento.
In alcuni casi può persistere per più di 6 mesi, richiedendo terapia di sostituzione con Tiroxina, anche per tutta la vita.


Chirurgia

Lo scopo della chirurgia è quello di rimuovere il tessuto tiroideo, riducendo in tal modo la produzione di ormone tiroideo ( tiroidectomia parziale o totale ).

Una rimozione eccessiva di tessuto tiroideo può provocare ipotiroidismo, richiedendo la somministrazione di terapia sostitutiva a base di Tiroxina.

L’intervento chirurgico può comportare danni al tessuto circostante , alle corde vocali e alle ghiandole paratiroidee.

La chirurgia trova indicazione elettiva nei pazienti con gozzo di grandi dimensioni ed in presenza di sintomi di compressione ( raucedine, respiro breve etc ). ( Xagena2003 )


Endo2003


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